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Autore Topic: Eurogendfor: La gendarmeria europea  (Letto 5054 volte)

Eurogendfor: La gendarmeria europea
il: Novembre 01, 2011, 04:11:33 pm
Una nuova e potente forza armata, sta per arrivare in tutta europa.
Si tratta di una polizia internazionale, che avrebbe come "Campo di Azione" i paesi membri dell'unione europea. Per conoscere la nascita e la formazione di questa gendarmeria europea, bisogna informarsi e leggere il trattato di Velsen.

il TRATTATO è in realtà un accordo, tra il Regno di Spagna, la Repubblica Francese, la Repubblica Italiana, il Regno dei Paesi Bassi e la Repubblica Portoghese, per l'istituzione della Forza di Gendarmeria Europea Denominata EUROGENDFOR, una forza di polizia a statuto militare. I costi per la sua costituzione sono divisi tra i vari paesi fondatori.

Come stabilito dal trattato, la eurogendfor avrà un Quartier generale con sede a Vicenza. L'italia, in quanto paese ospitante del quartier generale sarà denominata STATO OSPITANTE.

Con STATO RICEVENTE invece, si  indica la parte sul cui territorio le Forze EuroGendFor stazionano o transitano;
Con STATO D'ORIGINE si indica la Parte che fornisce ad EUROGENDFOR forze e/o personale..
Con STATO CONTRIBUENTE si indica uno Stato che non e' Parte al presente Trattato,ma partecipa alle missioni e ai compiti di EUROGENDFOR.

Tralasciando i primi punti e i primi capi del trattato , che si occupano delle disposizioni generali, dal secondo capo in poi ci si può concentrare sulle missioni e di come si muoverà la Eurogendfor.
Le Forze EuroGendFor possono essere poste, indifferentemente alle dipendenze dell'autorita' civile, o del comando militare e potra' essere utilizzata al fine di :
 condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali  nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi compresa l'attività d'indagine penale; si occuperà inoltre di  assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d'intelligence.
EUROGENDFOR potra' essere messa a disposizione  di tutte le coalizioni specifiche dell' unione europea e potrà essere d'appoggio a missioni NATO e dell' ONU.
Chi sceglierà come, e dove impiegare questa che è in tutto e per tutto un armata sarà il CIMIN.
Il CIMIN e' composto dai rappresentanti dei ministeri competenti di ciascuna delle Parti. La scelta dei rappresentanti e' di competenza nazionale.
La Gendarmeria godrà inoltre di innumerevoli privilegi, si va dall'esenzione dei dazi doganali e a seconda delle imposizioni sarà libera di circolare con qualsiasi tipo di arma. Se utilizzati per ragioni d'istituto, i beni, i redditi ed le altre proprieta' appartenenti ad EUROGENDFOR sono esenti da qualsiasi forma di tassazione diretta, I veicoli di EUROGENDFOR destinati ad uso ufficiale sono esenti da tasse di immatricolazione ed automobilistiche.

Per approfondire, leggere l'intero  Non sei abilitato a vedere i link. Registrati o effettua il Login
 
« Ultima modifica: Novembre 04, 2011, 12:09:44 pm da notananyboy »

Re:Eurogendfor: La gendarmeria europea
Risposta #1 il: Febbraio 05, 2012, 06:18:27 pm
Eurogendfor: battesimo di piazza?


Si tratta di un mormorio, di voci prima diffuse, poi smentite. Fatto sta che lo scorso 8 ottobre le della Gendarmeria europea (Eurogendfor), di cui ci siamo già occupati sul Altrenotizie al momento della sua fondazione, sarebbero sbarcate a Igoumenitsa, in Grecia, provenienti dalla base di Vicenza, per poi essere trasferite alla base di Larissa, dopo aver attraversato tutto il Paese in direzione est, e da lì ripartire verso i Balcani.

Fonti giornalistiche greche hanno confermato di aver visto militari e veicoli sbarcare a Igoumenitsa, con tanto di effigie dell’esercito comunitario. Secondo le fonti ufficiali, si tratterebbe di un’esercitazione dell’Eurogendfor (che riunisce truppe di Olanda, Romania, Francia, Spagna, Portogallo e Italia) assieme ad alcuni soldati originari della Repubblica Ceca e facenti parte della Seebrig, la forza di pace multinazionale "Sudest Europa" che agisce sotto l’egida Onu.

Insomma, pare si tratti di un’operazione di routine, già programmata da tempo. Sta di fatto che l'esercitazione è andata a cadere, caso strano, proprio in Grecia e proprio a ridosso degli scioperi programmati per il 19 e 20 ottobre scorsi. Alquanto strano che una forza di polizia internazionale vada ad esercitarsi proprio in un luogo dove da settimane si susseguono serrate e manifestazioni di piazza, non sempre pacifiche.


Giovedì scorso, con una nota diffusa a tarda notte, la polizia greca ha negato "la presenza di forze europee di gestione della crisi", tuttavia venerdì, due parlamentari del partito Comunista hanno presentato un'interrogazione al ministro della Protezione dei cittadini, chiedendogli se i militari europei fossero realmente arrivati nel Paese per aiutare le forze dell'ordine ateniesi a sedare eventuali situazioni di tensione. Al momento di scrivere, il ministro non ha risposto, nonostante uno dei suoi portavoce abbia confermato ai giornalisti la presenza della brigata "Balcani" della Seebrig.

Non si sa, quindi, se la presenza dell'eurogendarmeria in Grecia sia davvero un'esercitazione o se sia intervenuta in piazza durante le recenti manifestazioni. Alcuni giornali greci sostengono che le voci legate ai militari comunitari siano state create per far pressione sui corpi di polizia greci, accusati di troppa indulgenza nei confronti dei manifestanti e idealmente loro vicini in quanto pubblici dipendenti, e quindi bersaglio dei tagli del Governo nell'ambito del piano di austerity.

L'Eurogendfor è composta da 3000 uomini con sede in Italia, organizzati in due brigate. Per quanto riguarda l'evenutale veridicità della voce che parla di un'esercitazione, occorre dire che ciò pare alquanto strano, poichè la Grecia non è un Paese membro di Eurogendfor. Analogo discorso vale se la forza internazionale è davvero intervenuta a scopo antisommossa nelle manifestazioni di piazza: la Grecia non fa parte del trattato di Veslen, trattato da cui ha origine la polizia militare europea, e in ogni caso sul suolo greco, in un momento di particolare crisi sociale interna, è venuta a trovarsi una forza militare straniera.

Senza scendere nella fantapolitica, se così fosse questa forza antisommossa, di cui fanno parte solo le polizie militari dei Paesi che hanno firmato il trattato di Veslen, quali ordini sta eseguendo? Da parte di chi? Del governo greco, che non fa parte del trattato, o dei paesi firmatari?

I detrattori di queste voci ricordano che l'Eurogendfor è una forza di Polizia militare istituita nel 2004, da impiegare in zone di crisi e di guerra, oppure dove le forze militari hanno appena lasciato il campo ad un nuovo governo dopo un conflitto. Insomma, si tratta di crisi di tipo bellico e non certo di rivolte di piazza. Per il momento, l'Eurogendfor è composta da Carabinieri, Gendarmeria Nazionale francese, Guardia Civil spagnola, Guardia Nazionale Repubblicana portoghese e Marechaussee Reale olandese. L'Italia fornisce all'Eurogendfor il maggior contributo di uomini. Eurogendfor non obbedisce ai Parlamenti nazionali, ma direttamente ai singoli governi dei Paesi componenti. Il Quartier Generale si trova a Vicenza e che lo Stato ospitante, cioè l'Italia, sostiene tutte le spese del Quartier Generale.

Fatto sta che il trattato di costituzione di Eurogendfor, che dopo la sua ratifica è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 14 Maggio 2010, recita nell'art.3 che: "Eurogendfor potrà essere utilizzata al fine di: a) condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; (...) c) assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d'intelligence; (...) e) proteggere le persone e i beni e mantenere l'ordine in caso di disordini pubblici.


Pertanto, non si tratta affatto di una superpolizia impiegata in casi estremi e scenari di guerra: la legge dice che possono intervenire in piazza. E il mistero resta, poichè non si capisce, né dal Trattato di Veslen, né dai regolamenti istitutivi, se il corpo armato può intervenire se "chiamato" da un Paese non firmatario. Insomma una vicenda certamente inquietante, e si resta in attesa di risposta al quesito iniziale: chi ha assicurato l'ordine pubblico, alle recenti manifestazioni del 19 e 20 ad Atene? Sicuri che fosse qualcuno in grado di parlare in greco?

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Re:Eurogendfor: La gendarmeria europea
Risposta #2 il: Febbraio 05, 2012, 06:24:45 pm
Eurogendfor, Polizia della crisi? Lo dice la legge.


Tutto ciò in contraddizione con quanto dichiarato finora, ovvero che si tratta di una superpolizia impiegata in casi estremi e scenari di guerre. Ma quel che dichiarano i vari siti lascia il tempo che trova di fronte alla legge: e la legge dice che possono intervenire in piazza. D'altronde, era già scritto anche sul Trattato di Velsen del 2007: sarà per questo che i trattati restano sempre tanto misteriosi.




Visto che l'argomento tanto vi appassiona, e che in Rete non si esaurisce il dibattito su questa fantomatica Eurogendfor che starebbe bastonando i rivoltosi greci, vediamo di capirne un po' di più.

La vox populi del momento vuole che Non sei abilitato a vedere i link. Registrati o effettua il Login (già ribattezzata dagli spiritosi Eurotransgender) sia una forza di Polizia antisommossa promossa da vari Stati europei e impiegabile sugli scenari di rivolta o protesta nei Paesi membri o terzi, quali la Grecia.

Cosa è Eurogendfor ce lo dice in primis il Non sei abilitato a vedere i link. Registrati o effettua il Login. Sarebbe una forza di Polizia militare istituita nel 2004, da impiegare in zone di crisi e di guerra, oppure dove le forze militari hanno appena lasciato il campo ad un nuovo governo dopo un conflitto. Operazioni nell'ambito della Non sei abilitato a vedere i link. Registrati o effettua il Login, uno dei soliti mille misteriosi trattati, che prevede "missioni umanitarie o di evacuazione, missioni intese al mantenimento della pace, nonché le missioni costituite da forze di combattimento per la gestione di crisi, ivi comprese operazioni di ripristino della pace". Bosnia Erzegovina e Haiti sono stati due scenari di impiego, roba più tosta dei blac bloc, almeno fino ad ora. Quando si parla di "gestione di crisi", insomma, si tratta di crisi di tipo bellico e non certo di rivolte di piazza. O almeno così dicono.

Continua poi il sito del governo:

Per il momento, la compongono, oltre ai Carabinieri, uomini della Gendarmeria Nazionale francese, della Guardia Civil spagnola, della Guardia Nazionale Repubblicana portoghese e della Marechaussee Reale olandese. (I rumeni partecipano come osservatori)

Interessante è invece questa dichiarazione: L'Italia fornisce all'Eurogendfor il maggior contributo di uomini. Insomma, quando si tratta di mettere benzina nelle volanti di periferia non abbiamo una lira, quando invece bisogna fare i pavoni davanti agli stranieri siamo sempre in prima fila.

Sempre per rimanere sulle fonti ufficiali, leggiamo Non sei abilitato a vedere i link. Registrati o effettua il Login. La quale riferisce che Eurogendfor non obbedisce ai Parlamenti nazionali, nel solco della nuova tradizione che vuole i Parlamenti eletti sempre più insignificanti, ma ai singoli governi. Il che è inquietante assai, ma c'è almeno un contrappeso: per il dispiegamento operativo della forza di Polizia, è necessaria l'unanimità dei sei Stati membri di Eurogendfor. Insomma, non è che uno fa una telefonata: "Ehi, qui c'è casino per strada, mandatemi i superpoliziotti!". Devono mettersi prima d'accordo in sei, figuriamoci.

Fin qui le fonti ufficiali. Ma ce ne sono altre, di notizie ufficiali, un po' meno strombazzate. Per esempio, il fatto che la base di Eurogendfor si trovi a Vicenza (sì, proprio dove c'è la base NATO, ma sicuramente è un caso) e che lo Stato ospitante, cioè noi, sostiene tutte le spese del Quartier Generale. Scommetto che non ce lo avevano neanche chiesto, ci siamo offerti volontari.

Ma la cosa più interessante è la Non sei abilitato a vedere i link. Registrati o effettua il Login uscita sulla Gazzetta Ufficiale del 14 Maggio 2010, in cui si ratificano alcuni dei soliti misteriosi trattati europei, e che recita tra l'altro nell'art.4:

3. EUROGENDFOR potra' essere utilizzata al fine di:
 
a) condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico;
 
c)  assolvere  a  compiti  di  sorveglianza  pubblica,  gestione  del
traffico,   controllo   delle   frontiere   e   attivita'    generale
d'intelligence;

e) proteggere le persone e i beni e mantenere  l'ordine  in  caso  di
disordini pubblici.


Tutto ciò in contraddizione con quanto visto finora, ovvero che si tratta di una superpolizia impiegata in casi estremi e scenari di guerre. Ma quel che dichiarano i vari siti lascia il tempo che trova di fronte alla legge: e la legge dice che possono intervenire in piazza. D'altronde, era già scritto anche sul Non sei abilitato a vedere i link. Registrati o effettua il Login del 2007: sarà per questo che i trattati restano sempre tanto misteriosi.

Non sei abilitato a vedere i link. Registrati o effettua il Login

Re:Eurogendfor: La gendarmeria europea
Risposta #3 il: Febbraio 07, 2012, 04:11:51 pm
Addio carabinieri. E arriva la Forza di gendarmeria europea




È stato annunciato lo scioglimento dell'Arma dei Carabinieri che, in un futuro prossimo, potrebbe essere accorpata alla Polizia di Stato, destinata ad essere degradata a polizia locale di secondo livello. Intanto il potere militare viene spostato nelle mani di un corpo sovranazionale chiamato Forza di gendarmeria europea e dotato di piena autonomia, nonché di particolari immunità ed inviolabilità.



ACAB, ovvero All Cops Are Bastards. Sembra strano che il titolo del film di Stefano Sollima, in queste settimane al cinema, possa essere – verosimilmente, visto che si riferisce ai poliziotti (cops) - quasi una giustificazione portata avanti dal parlamento nazionale con un progetto di legge importante: lo scioglimento dell'Arma dei Carabinieri.

La notizia ci arriva dall'Unione Nazionale Arma Carabinieri (UNAC) che giorni fa ha pubblicato una nota che recitava quanto segue: “L’Arma verso lo scioglimento. L’Unione Europea impone la smilitarizzazione della quarta Forza Armata e l’accorpamento dei carabinieri alla Polizia di Stato (…). L’Arma dei carabinieri in un futuro più o meno prossimo, ma certamente non remoto, è destinata ad un inevitabile scioglimento”.

Nulla di cui stupirsi visto che poco meno di due anni fa – come al solito nel silenzio totale dei media, pronti ad occultare notizie di questo calibro - la Camera dei Deputati ratificava all'unanimità (tutti insieme appassionatamente) l'accordo europeo per la costituzione di una forza armata speciale, chiamata: Forza di gendarmeria europea (Eurogendfor o EGF).

L'EGF è il primo Corpo militare dell'Unione Europea a livello sovranazionale. Composta da forze di polizia di tipo militare, è legittimata ad intervenire in aree di crisi, sotto egida NATO, ONU, UE o di coalizioni costituite 'ad hoc' fra diversi Paesi. È previsto, inoltre, per questa forza di gendarmeria, uno schieramento standard di 800 uomini, mobilitabili in 30 giorni, più altri 1.500 di riserva.


Ogni attività, e ogni decisione, viene gestita da due organi, uno politico e uno tecnico. Il primo è il comitato interdipartimentale di alto livello, chiamato CIMIN, acronimo di Comité InterMinistériel de haut Niveau, composto dai rappresentanti dei ministeri degli Esteri e della Difesa aderenti al trattato. L’altro è il Quartier generale permanente (PHQ), composto da 16 ufficiali e 14 sottufficiali (di cui rispettivamente 6 e 5 italiani). I sei incarichi portanti (comandante, vicecomandante, capo di stato maggiore e sottocapi per operazioni, pianificazione e logistica) sono ripartiti a rotazione biennale tra le varie nazionalità, secondo gli usuali criteri utilizzati per la composizione di forze armate formate da più nazioni.

Si tratta quindi, come dicevamo, di un corpo armato che gode di piena autonomia anche perché non risponde delle sue azioni né ai Parlamenti nazionali né a quelli europei, ma presenta 'rapporto' (è alle dipendenze dirette dei Governi, attraverso il sopracitato CIMIN).

Il trattato di Velsen è l'accordo che istituisce questo corpo d'armata sovranazionale e che all'articolo 21 stabilisce l'inviolabilità dei locali, degli edifici e degli archivi di Eurogendfor.

È prevista anche – all'articolo 22 - un'immunità da provvedimenti esecutivi dell'autorità giudiziaria dei singoli stati nazionali, estesa alle proprietà ed ai capitali del corpo di gendarmeria. L'articolo successivo fa rabbrividire perché decreta che tutte le comunicazioni degli ufficiali di Eurogendfor non possano essere intercettate.

Saltandone cinque, e arrivando all'articolo 28, leggiamo che i Paesi firmatari sono in un certo senso obbligati a rinunciare a chiedere un indennizzo per danni procurati alle proprietà nel corso della preparazione o esecuzione delle operazioni dell'EGF.

Ma la ciliegina sulla torta, in un paese che ha vissuto avvenimenti atroci come il G8 di Genova, ce la mette l'articolo 29, il quale prevede che tutti gli appartenenti all' 'eurogendarmeria' non potranno subire procedimenti a loro carico a seguito di una sentenza emanata contro di loro, sia nello Stato ospitante che nel ricevente, in tutti quei casi collegati all’adempimento del loro servizio.


Il blog Quinto Potere ci spiega poi come nello stesso trattato sia presente un'intera sezione, intitolata Missions and tasks, in cui si viene a conoscenza che Eurogendfor potrà operare “anche in sostituzione delle forze di polizia aventi status civile”, in tutte le fasi di gestione di una crisi e che il proprio personale potrà essere sottoposto all'autorità civile o sotto comando militare.

Tra le altre cose, rientra nei compiti dell'Eurogendfor:

- garantire la pubblica sicurezza e l’ordine pubblico;

- eseguire compiti di polizia giudiziaria;

- controllo, consulenza e supervisione della polizia locale, compreso il lavoro di indagine penale;

- dirigere la pubblica sorveglianza;

- operare come polizia di frontiera;

- acquisire informazioni e svolgere operazioni di intelligence.

Questo abnorme disegno che vi ho prospettato è stato ratificato dal nostro Parlamento in men che non si dica. Il 14 maggio 2010 la Camera dei Deputati lo ha approvato. Presenti 443, votanti 442, astenuti 1. Hanno votato sì 442: tutti, nessuno escluso. In men che non si dica, anche Palazzo Madama si adopera per far passare il trattato che in poco tempo riceve l'ok dell'aula.

Il 12 giugno 2010 il Trattato di Velsen entra in vigore nel nostro bel paese. La legge di ratifica n° 84 riguarda da vicino l’Arma dei Carabinieri, che verrà assorbita nella Polizia di Stato, e quest'ultima verrà degradata a polizia locale di secondo livello.

E così dopo aver perso la sovranità politica, con un governo che non è stato eletto dai nostri cittadini, pezzi di democrazia continuano a staccarsi. Ora però basta con questi discorsi noiosi. Zitti tutti: comincia Sanremo.

Fonte: ilcambiamento

Re:Eurogendfor: La gendarmeria europea
Risposta #4 il: Ottobre 12, 2012, 08:56:09 pm
Scioglimento dell’Arma dei Carabinieri e insediamento di un corpo militare sovranazionale immune a qualsiasi legge




Sul sito dell’U.N.A.C. (Unione Nazionale Arma Carabinieri) leggiamo una breaking news inquietante: ”L’Arma verso lo scioglimento. L’Unione Europea impone la smilitarizzazione della quarta Forza Armata e l’accorpamento dei carabinieri alla Polizia di Stato … L’Arma dei carabinieri in un futuro più o meno prossimo, ma certamente non remoto, è destinata ad un inevitabile scioglimento“. Poco meno di due anni fa la Camera dei Deputati ratificava ad unanumità l’accordo europeo per la costituzione di una forza armata speciale, chiamata EGF.

La Forza di gendarmeria europea (Eurogendfor o EGF) è il primo Corpo militare dell’Unione Europea a carattere sovranazionale. La EGF è composta da forze di polizia adordinamento militare dell’UE in grado di intervenire in aree di crisi, sotto egida NATO, ONU, UE o di coalizioni costituite “ad hoc” fra diversi Paesi.

Eurogendfor può contare su una forza di 800 “gendarmi”mobilitabile in 30 giorni, più una riserva di altri 1.500; il tutto gestito da due organi centrali, uno politico e uno tecnico. Il primo è il comitato interdipartimentale di alto livello, chiamato CIMIN, acronimo di Comité InterMInistériel de haut Niveau, composto dai rappresentanti dei ministeri degli Esteri e della Difesa aderenti al trattato. L’altro è il Quartier generale permanente (PHQ), composto da 16 ufficiali e 14 sottufficiali (di cui rispettivamente 6 e 5 italiani). I sei incarichi principali (comandante, vicecomandante, capo di stato maggiore e sottocapi per operazioni, pianificazione e logistica) sono ripartiti a rotazione biennale tra le varie nazionalità, secondo gli usuali criteri per la composizione delle forze multinazionali.


 Non si tratta quindi di un vero corpo armato europeo, un inizio di esercito unico europeo, nel qual caso si collocherebbe alle dipendenze di Commissione e Parlamento Europeo, ma di un semplice corpo armato sovra-nazionaleche, in quanto tale, gode di piena autonomia. Infatti, la EGF non è sottoposta al controllo dei Parlamenti nazionali o del Parlamento europeo, ma risponde direttamente ai Governi, attraverso il citato interministeriale (CIMIN)

    L’articolo 21 del trattato di Velsen, con cui viene istituito questo corpo d’armata sovranazionale, prevede l’inviolabilità dei locali, degli edifici e degli archivi di Eurogendfor.
    L’articolo 22 immunizza le proprietà ed i capitali di Eurogendfor da provvedimenti esecutivi dell’autorità giudiziaria dei singoli stati nazionali.
    L’articolo 23 prevede che tutte le comunicazioni degli ufficiali di Eurogendfor non possano essere intercettate.
    L’articolo 28 prevede che i Paesi firmatari rinuncino a chiedere un indennizzo per danni procurati alle proprietà nel corso della preparazione o esecuzione delle operazioni.
    L’articolo 29 prevede infine che gli appartenenti ad Eurogendfor non potranno subire procedimenti a loro carico a seguito di una sentenza emanata contro di loro, sia nello Stato ospitante che nel ricevente, in tutti quei casi collegati all’adempimento del loro servizio.

Nel trattato di Velsen c’è un’intera sezione intitolata “Missions and tasks“, in cui si apprende cheEurogendfor potrà operare “anche in sostituzione delle forze di polizia aventi status civile”, in tutte le fasi di gestione di una crisi e che il proprio personale potrà essere sottoposto all’autorità civile o sotto comando militare.
Tra le altre cose, rientra nei compiti dell’Eurogendfor:

 -   garantire la pubblica sicurezza e l’ordine pubblico
 -   eseguire compiti di polizia giudiziaria (anche se non si capisce per conto di quale Autorità Giudiziaria)
 -   controllo, consulenza e supervisione della polizia locale, compreso il lavoro di indagine penale
 -   dirigere la pubblica sorveglianza
 -   operare come polizia di frontiera
 -   acquisire informazioni e svolgere operazioni di intelligence




 Il 14 maggio 2010 la Camera dei Deputati della Repubblica Italiana ratifica l’accordo. Presenti 443, votanti 442, astenuti 1. Hanno votato sì 442: tutti, nessuno escluso. Poco dopo anche il Senato dà il via libera, anche qui all’unanimità. Il 12 giugno 2010 il Trattato di Velsen entra in vigore in Italia. La legge di ratifica n° 84 riguarda direttamente l’Arma dei Carabinieri, che verrà assorbita nella Polizia di Stato, e questa degradata a polizia locale di secondo livello. Allo stesso tempo, l’art.4 della medesima legge introduce i compiti dell’Eurogendfor, tra cui:

a) condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico;
c)  assolvere  a  compiti  di  sorveglianza  pubblica,  gestione  del traffico,   controllo   delle   frontiere   e   attivita’ generale d’intelligence;
e) proteggere le persone e i beni e mantenere  l’ordine  in  caso  di disordini pubblici.

In pratica, significa che avremo per le strade poliziotti veri e propri, che non rispondono direttamente delle loro azioni nè allo Stato italiano, nè all’Unione Europea.
Forse non è a rischio solo lo scioglimento della Beneamata Arma ,potrebbe essere a rischio la sovranità nazionale


Fonte: Non sei abilitato a vedere i link. Registrati o effettua il Login