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Autore Topic: MicroChip RFID - Come renderci ancora piu Schiavi - NWO  (Letto 4269 volte)

MicroChip RFID - Come renderci ancora piu Schiavi - NWO
il: Gennaio 04, 2012, 05:28:51 pm
L'impianto di Microchip in ogni neonato in USA e Europa è in atto, secondo l'ex Capo Ufficiale Medico Finlandese


Spot che sta girando gia negli USA:

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Esiste la tecnologia per creare un Nuovo Ordine Mondiale totalitario e vi sono piani sinistri per farne uso su soggetti pubblici ignari con la copertura degli uomini politici USA

Siete preparati all'eliminazione totale della privacy e alla robotizzazione dell'umanità, nonché all'esame di ogni pensiero che vi passi per la testa?


Siete pronti a vivere in un mondo in cui ogni neonato viene micro-chippato? E, infine, siete pronti ad avere ogni vostro movimento, tracciato registrato e posto nel data base del Grande Fratello?

Per quanto sembri impossibile, ci sono piani bene avviati per controllare ogni mossa e ogni pensiero della popolazione americana non appena il Nuovo Ordine Mondiale ponga fine al periodo di prolungata violenza, una fase di assunzione del controllo che il paese sta ora sperimentando.

E poiché nei compiacenti media USA si trova pochissimo, è stata una storia apparsa nel giornale Spekula, Finlandese, a raccontare agli americani quanto prossimi siamo ad entrare nel totalitario Nuovo Ordine Mondiale.

Secondo l'articolo Finlandese, distribuito a medici e studenti in medicina, si sta esaurendo il tempo a disposizione per poter cambiare la direzione della medicina militare e della tecnologia di controllo mentale, e assicurare il futuro della libertà umana.

"La tecnologia per creare un Nuovo Ordine Mondiale esiste di già", dice il dott. Rauni-Leena Luukanen-Kilde, già capo officiale medico finlandese. "Sistemi di comunicazione neurologica nascosti sono in funzione per annullare il pensiero indipendente e controllare l'attività sociale e politica a vantaggio degli egoistici interessi militari e privati."

"Quando le nostre funzioni cerebrali saranno già state connesse ai supercomputers tramite impianti radio e microchips, sarà troppo tardi per protestare. Questa minaccia può essere sconfitta solo educando il pubblico, utilizzando la letteratura disponibile sulla biotelemetria e gli scambi d'informazione nei congressi internazionali."



In USA iniziano già a microchippare i Neonati


A proposito dei piani per microchippare i neonati, il dott. Kilde ha detto che gli USA si stanno muovendo in questa direzione "in segretezza." Ha aggiunto che in Svezia, il primo ministro Olof Palme nel 1973 diede il permesso per mettere gli impianti sui detenuti, e l'ex direttore generale di Data Inspection, Jan Freese, rivelò che malati curati a casa furono oggetto di impianto a metà degli anni '80. La tecnologia è descritta nel documento 1972:47, Statens Officiella Utradninger (SOU).

"Gli esseri umani con l'impianto possono essere seguiti dappertutto. Le loro funzioni cerebrali possono essere controllate remotamente dai supercomputers e anche alterate mediante la variazione delle frequenze," ha affermato il dott. Kilde.

"Come cavie per gli esperimenti segreti sono stati usati detenuti, soldati, pazienti psichiatrici, bambini handicappati, persone sordomute, omosessuali, donne single, anziani, scolari, e ogni gruppo di persone considerato "marginale" dagli sperimentatori dell'elite. I report pubblicati sulle esperienze dei detenuti nel penitenziario dello Utah State Prison, per esempio, scuotono la coscienza.

"Gli odierni microchips si attivano tramite onde radio a bassa frequenza che li bersagliano. Con l'aiuto dei satelliti, l'individuo impiantato può essere seguito ovunque sul globo. Questa tecnica è una di quelle che sono state testate nella guerra in Iraq, dice il dott. Carl Sanders, colui che inventò l'intelligence-manned interface (IMI) biotico, che viene iniettato nelle persone. (A suo tempo, nella guerra del Vietnam, ai soldati veniva iniettato il Rambo chip, progettato per aumentare il flusso di adrenalina nel sangue.) I supercomputers da 20-miliardi-bit/secondo presso la NSA (National Security Agency) possono ora "vedere e udire" quello che sperimentano i soldati sul campo di battaglia con un sistema di monitoring remoto (RMS).

"Quando un microchip di 5-micromillimetri (il diametro di un capello è di 50 micromillimetri) viene posto sul nervo ottico dell'occhio, riesce a tracciare i neuro-impulsi del cervello che rappresenta le esperienze, gli odori, la vista, e la voce della persona impiantata. Appena trasferiti e memorizzati in un computer, questi neuro-impulsi possono essere inviati indietro al cervello della persona tramite il microchip per essere rivissuti. Usando un RMS, un operatore di computer sul campo può inviare messaggi elettromagnetici (codificati in segnali) al sistema nervoso, influenzando il comportamento del bersaglio. Con l'RMS, si possono indurre allucinazioni visive e sonore in persone del tutto sane.
"Ogni pensiero, reazione, suono, e osservazione visiva determina un certo potenziale neurologico (spike) e configurazioni nel cervello e i suoi campi elettromagnetici, che possono ora essere decodificati in pensieri, visioni e voci. La stimolazione elettromagnetica può pertanto alterare le onde cerebrali di una persona e influenzarne l'attività muscolare, generando crampi muscolari dolorosi vissuti come tortura."


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In Italia:

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Re:MicroChip RFID - Come renderci ancora piu Schiavi - NWO
Risposta #1 il: Gennaio 04, 2012, 05:34:44 pm
Il chip RFID per monitorare i detenuti. Ministero della Giustizia Britannico


La giustizia inglese ha la soluzione per decongestionare le carceri: monitorare i detenuti con l’impianto sottopelle di un microchip RFID. Una pratica, che ha suscitato molte polemiche ma che è già stata sperimentata nel settore industriale.

Il braccialetto elettronico, adottato in Francia, non basta già più agli inglesi. Troppoingombrante e vulnerabile, potrebbe presto essere sostituito dall’impianto di un microchip, lungo un centimetro e appena più grande di un chicco di riso, direttamente sotto la pelle delle braccia dei detenuti in libertà vigilata.


Il ministero della Giustizia britannico, che deve affrontare il sovraffollamento carcerario, pensa molto seriamente al problema. Un funzionario del Ministero della Sicurezza lo ha confermato al The Indipendent:  "Tutte le opzioni sono sul tavolo e vorremmo approfondire proprio questa".

Questo scenario da fantascienza deve comunque superare alcuni limiti. Per comunicare con l'esterno, il chip RFID ha bisogno di un ulteriore complemento esterno. Il sistema funziona nello stesso modo delle carte di viaggio che devono passare davanti ad un lettore. Questo significa che i volontari non devono  allontanarsi da un altro dispositivo, che deve trasmettere le coordinate attraverso i satelliti GPS. 

Un altro problema è che la tecnologia non è del tutto esente da rischi. Sia per il carcerato; gli effetti sulla salute sono oggetto di studi contraddittori, che per le autorità, dato che il chip teoricamente può essere rimosso dal corpo e i suoi dati possono essere piratati.

Questi sono tutti argomenti avanzati dagli avversari degli  "Spychip", i chip spia. Un funzionario dell'associazione degli ufficiali giudiziari ha denunciato questa offerta tecnologica, assicurando che l'attuale sistema di braccialetti GPS funziona benissimo.  Harry Fletcher ha dichiarato al The Independent : "Trattare le persone come pezzi di carne non rappresenta un passo avanti”.

Le statistiche ufficiali invece parlano di un aumento di fallimenti per i braccialetti. Su 17.000 persone che indossavano un braccialetto elettronico, circa 2000 sono sfuggite al sistema per un certo periodo di tempo, mentre le infrazioni al coprifuoco (un minimo di 12 ore al giorno da passare in casa) sarebbero quadruplicati in un anno.

Già effettuati 2000 impianti umani

Da qui il ricorso dei fautori del chip RFID, ad una soluzione che sta diventando sempre più comune. VeriChip, il leader americano dei chip sotto pelle, ne ha venduti 7000 in tutto il mondo, di cui 2000 già impiantati negli esseri umani. Gli obiettivi sono per lo più medici, in particolare ospedalieri.

Questi chip sono utilizzati anche per gli accessi di alta sicurezza nell’esercito, ma anche in una discoteca spagnola. Il mondo delle imprese non ne è immune: due anni fa, una società di videosorveglianza, la CityWatcher.com, aveva scatenato una polemica in seguito all’inserimento di un chip RFID per controllare gli accessi dei propri dipendenti. Una pratica recentemente vietata in California e in altri due Stati americani.

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Articolo tradotto da: rustyjames.canalblog.com
 

Apparentemente le persone intervistate nella discoteca apprezzano molto questa trovata. Non credo si rendano conto che questa "comoda" soluzione rischia di rivelare aspetti poco auspicabili per la nostra privacy e libertà individuale nel futuro.

Per ora si parla soltanto di certe categorie ma mi pare evidente che si tratta solo del primo passaggio verso una marcatura di tutti gli esseri umani. Stanno saggiando il terreno per vedere qual'è l'indice di gradimento, e se la gente lo accoglie con un entusiasmo simile a quello dei frequentatori delle discoteche, non passerà molto tempo, come dice un intervistata, prima di averne uno tutti quanti.

Re:MicroChip RFID - Come renderci ancora piu Schiavi - NWO
Risposta #2 il: Gennaio 04, 2012, 05:40:04 pm
LA FUTURA CARTA DI IDENTITÀ BIOMETRICA
TRA SCHEDATURA GENERALIZZATA E LUCROSI AFFARI


Il 13 dicembre è stato dibattuto un progetto di introduzione di una nuova carta di identità. Sarà biometrica e fornita di chip elettronici che potrebbero consentire di tracciare il comportamento di ogni cittadino. La creazione di un schedario centralizzato, con l’incrocio di tutti i dati che aprono la possibilità al riconoscimento facciale, è sostenuta anche dal Ministro degli Interni, Claude Guéant. Un attentato senza precedenti alla libertà pubblica e un lucroso mercato per le imprese del settore.

Una carta di identità non può essere un mezzo di pagamento! Questa commistione di generi è inammissibile": Jean-Claude Vitran, membro della Lega dei Diritti dell'Uomo (LDH), si è fortemente opposto al progetto di nuova carta di identità biometrica: “Ci batteremo fino alla fine, con un ricorso al Consiglio di Stato e alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo."

Il 13 dicembre l'Assemblea Nazionale esaminerà per una seconda volta la proposta di legge che riguarda la creazione di una nuova carta d’identità biometrica, che verrà rilasciata in Francia a partire dal 2012. Ma perché così tanta fretta? Questa carta conterrà un chip “regale”, coi dati di identità e quelli biometrici (stato civile, l’indirizzo, taglia e colore degli occhi, impronte digitali, fotografia). E un chip opzionale, "commerciale", che permetterà di realizzare una firma elettronica su Internet grazie a un piccolo conto collegato a un computer.

Pedinare i cittadini?

È una possibilità che presenta numerosi rischi, ha sottolineato la Commissione Nazionale dell'Informatica e delle Libertà (CNIL) [1]. Queste funzioni elettroniche, che si affidano a "garanzie particolari", se venissero mal utilizzate potrebbero consentire di registrare il comportamento dei cittadini, quello che acquistano, dove viaggiano. Con la possibilità di sfruttare le notizie delle transazioni private che sono state effettuate.

Un rischio fatto presente dal socialista Serge Blisko quando la legge fu presentata all'Assemblea nazionale nel luglio scorso: "Mettere i due chip, quello ‘regale’ e quello ‘commerciale’, sulla carta d’identità comporta un pericolo ancora più grave: quello di rendere possibile una tracciatura degli individui, ad esempio con i dati del pass Navigo. La RATP può seguire tutti gli spostamenti di un viaggiatore che ha questo titolo di trasporto e può comunicare queste notizie alla polizia o ad un giudice istruttore dietro mandato giudiziario."

Il deputato teme un tracciamento simile anche su Internet, dato che questa secondo chip verrebbe gestito dal Ministero dell'Interno. “Avete bisogno, come Ministro degli Interni, di conoscere le abitudini di acquisto e di consumo o il via vai di milioni di cittadini? Siamo arrivati nel mondo descritto da Orwell in ‘1984’", denuncia Serge Blisko. La risposta di Christian Vanneste, deputato dell’UMP,: "Non ha niente a che vedere con Orwell! L'informatica a quel tempo non esisteva!"
Una schedatura generalizzata “sproporzionata”

Per fortuna che l'informatica ci apre nuove prospettive. Quella di un schedatura biometrica generalizzata e centralizzata dei 45 milioni di francesi che hanno più di 15 anni. Obiettivo fissato dalla nuova carta di identità biometrica: lottare contro l'usurpazione di identità. Il problema riguarderebbe ogni anno 13.900 persone secondo l'Osservatorio Nazionale della Delinquenza e delle Risposta Penali. Si è ben lontani dai 200.000 casi contro cui lo stato si schiera per introdurre questo dispositivo, come ricorda il rapporto presentato al Senato. La nuova carta biometrica permetterà quindi di aggiornare uno "schedario delle persone oneste", usando le parole di François Pillet, senatore dell’UMP e relatore della proposta di legge. I dati verranno raggruppati in una base centralizzata comune a quella dei passaporti biometrici, TES, da Titoli Elettronici Securizzati. "L’adeguatezza della conservazione centralizzata dei dati biometrici nei riguardi dell’obbiettivo legittimo della lotta contro la frode documentale non è stata ancora dimostrata”, afferma il CNIL.

All'epoca della prima stesura della proposta di legge del 2010, il Senato aveva sostenuto l’esistenza di un "legame debole" tra dati biometrici e una schedatura centralizzata. Questo "legame debole" permetterebbe di verificare, a partire dai dati biometrici, che una persona sia censita nello schedario e che la foto o le impronte digitali corrispondono, senza però fornire l'identità di questa persona con tutti i dati connessi [2]. Ciò consentirebbe di identificare il 99,9% dei casi di furti di identità, senza dover attentare alla vita privata dei cittadini. Invece, un "legame forte" consentirebbe l'identificazione di una persona a partire dalle sue sole impronte digitali grazie alla consultazione dello schedario. Una possibilità che apre la strada a una deriva pericolosa.
Alcune lezioni fornite dalla storia

"Il collegamento debole non permette di identificare persone colpite da amnesia, le vittime degli attentati, i bambini", ribatte Claude Guéant che ha difeso con successo davanti all'Assemblea nazionale la necessità di un "collegamento forte". Un'opzione criticata dal CNIL: gli archivi devono avere una sola finalità, per evitare ogni abuso. Una banca dati delle carte di identità non può servire per l’uso poliziesco. L'ipotesi di Claude Guéant è ben lontana dall’essere unanime, anche all’interno dell'UMP. Per il senatore del Cher Francesco Pillet (UMP), un simile schedario centralizzata "potrebbe costituire, se non è circondato dalle garanzie richieste, una bomba a scoppio ritardato per le libertà pubbliche".

"I democratici che hanno a cuore i diritti e che proteggono le libertà pubbliche non possono lasciarsi alle spalle un archivio che, nel futuro e nell’ambito di una storia che non vivremo, si può trasformare in uno strumento pericoloso e liberticida”, avverte il parlamentare: “Cosa potrebbero dirci le vittime guardandoci negli occhi? […] Signor Ministro, non voglio che da questo schedario si possa tirar fuori un nome, che sia il vostro, il mio o il nostro."

Verso un sistema di riconoscimento facciale?

L'emendamento di Claude Guéant è stato rigettato con forza dal Senato, 340 voci contro 4), un schiaffo per il ministro degli Interni. Se questo profondo disaccordo tra deputati (che hanno votato per il "collegamento forte") e i senatori persiste, la scelta verrà presa definitivamente nelle prossime settimane dalla commissione mista paritaria. "Quale che sia l'opzione che verrà decisa, uno schedario centralizzato di questo tipo è inammissibile e pericoloso”, ricorda Jean-Claude Vitran. “Anche nel caso di un ‘collegamento debole’, bisogna essere davvero ingenui per credere che con una tale banca dati al ministero dell'Interno, non si vada ogni tanto ad autorizzare qualcuno per darci un’occhiata".

Il Senato si è opposto anche all'utilizzo delle immagini digitali del viso, nella cornice di un dispositivo di riconoscimento facciale. Ciò aprirebbe la possibilità di identificare le persone nella pubblica via, nel corso di una manifestazione, nei trasporti urbani, a partire dalle telecamere di sorveglianza confrontando i dati dello schedario. Di fronte all’inquietudine dei deputati, Claude Guéant pianta il chiodo: "Il riconoscimento facciale, che al momento non offre tutte le garanzie di affidabilità che sono necessarie, è una tecnologia che si evolve molto rapidamente: si può pensare dunque che molto presto sarà tanto affidabile quanto il riconoscimento digitale."

Piraterie possibili

Altro argomento controverso: la carta di identità sarà dotata di microchip RFID [3], che sono al momento utilizzati nei passaporti biometrici. Sono dei microchip che possono essere lette dai lettori wireless, come il Navigo della RATP. Problema, rivela Jean-Claude Vitran, del LDH: "Non è necessario che ci sia un lettore di microchip RFID per captare i dati della carta senza contatto." Il pass Navigo, ad esempio, può essere letto a quaranta centimetri.

“Con la nuova generazioni di microchip RFID, si possono leggere i dati ad alcune decine di metri di distanza. È possibile riuscire a produrre una carta falsa con i dati raccolti.» La nuova carta d’identità non riuscirà quindi a fermare i furti di identità. ”Con 90 euro, si può fabbricare un lettore”, spiega il militante della LDH: “Negli Stati Uniti qualcuno è riuscito a clonare i microchip negli aeroporti, per dimostrare all’amministrazione i difetti del sistema RFID.”

La schedatura, uno sport nazionale

A tutte queste critiche si aggiunge un sospetto sulla finalità di questa iniziativa. Per Jean-Claude Vitran, non ci sono dubbi: "Non è tanto una questione che riguarda la lotta contro i furti di identità, quanto la volontà di creare una vetrina per l'industria francese." I leader mondiali delle tecnologie delle carte con microchip e dei documenti di identità biometrici sono francesi: Morpho, ex Sagem Sécurité, filiale del gruppo Safran, che produce il passaporto biometrico francese, rivendica "130 casi di soluzioni per l’identità biometrica, in 70 paesi diversi".

Tra queste imprese troviamo anche Gemalto, Oberthur, o ancora Thales che ha consegnato 250 milioni di documenti securizzati in 25 paesi, particolarmente in Marocco, Uzbekistan, Etiopia e Regno Unito. Nel 2010 Morpho si è lanciato in un progetto allargato: raccogliere i dati biometrici di 1,2 miliardi di indiani per un archivio che incrocia le impronte digitali con il tracciato dell'iris.

“Come si può ignorare […] che il passaggio alla biometrica sia una formidabile opportunità di creare un mercato remunerativo per quelle imprese che sono specializzate in questo settore?”, si chiede la senatrice comunista Éliane Assassi, nel corso di una seduta al Senato. “Dietro a questa legge c’è un’enorme campagna di lobby da parte del raggruppamento professionale delle industrie di componenti e sistemi elettronici (Gixel), e in particolare da parte di Morpho”, ci spiega Jean-Marc Manach, giornalista di Owni.fr.

La Francia va controcorrente

Purtroppo i tempi sono duri: il Regno Unito, che nel 2008 ha firmato con Thalès un contratto per la creazione di carte di identità biometriche per un totale di 23 milioni di euro, ha cambiato idea. Nel 2010, il nuovo governo britannico ha abbandonato il progetto di carta di identità biometrica e di schedatura sistematica. Il governo olandese ha annunciato di voler rinunciare all’archiviazione delle impronte digitali e distruggere gli schedari esistenti.

In Israele un archivio nazionale contenente i dati personali di nove milioni di persone ha fatto per due anni il giro di Internet, dopo essere stato rubato da un impiegato del governo. In Algeria la realizzazione del passaporto biometrico suscita numerosi interrogativi, soprattutto sulla pertinenza dell’aver affidato la realizzazione di un archivio biometrico - quindi altamente sensibile - a un'impresa straniera, Oberthur. In India risulta che ci siano alcune imprese, tra quelle che raccolgono i dati, che venderebbero queste informazioni a fini di marketing mirato. Altre cattive notizie penalizzare il settore.

La paranoia del controllo sociale

In questo contesto, il mercato francese delle carte biometriche rappresenterebbe una manna dal cielo. La Francia "ha oggi un ritardo considerevole. Le imprese francesi sono in punta ma non vendono niente in Francia, ciò che li penalizza all'esportazione rispetto ai concorrenti americani", si lamenta Jean-René Lecerf, senatore dell’UMP che ha depositato la proposta di legge al Senato.

Di fronte a questi rovesci, Claude Guéant vuole fare probabilmente un gesto per le imprese del settore. E impegnare la Francia in un processo di schedatura biometrica generalizzato. Un’altra schedatura, quando in Francia il numero degli archivi della polizia è già raddoppiato negli ultimi cinque anni. Un Libro Bianco sulla Pubblica Sicurezza [4] viene del resto di essere rimesso a Claude Guéant. Preconizza la creazione "di un terzo grande archivio basato sulle immagini del volto" con un sempre maggior ricorso ai software di riconoscimento automatizzato, per poter accelerare la soluzione delle "inchieste giudiziarie che dispongono di indizi che sono bloccati dalla protezione per i dati video." Un nuovo schedario da incrociare probabilmente con quello di identità biometrica: “Ci danno di paranoici”, conclude Jean-Claude Vitran: “Ma non siamo certo in una democrazia addormentata. Uno strumento simile otterrebbe un controllo totale della popolazione. È la volontà di schedare il mondo intero ad essere una vera paranoia."
Note:

[1] Leggere le osservazioni del CNIL del 25 ottobre del 2011.

[2] “Le impronte dei titolari della carta d’identità sono stoccate in un grande archivio informatico e contrassegnate da un numero specifico, evitando un legame diretto tra identità e impronte. Nel caso di una verifica di identità, i dati ci indicano solamente se questa identità corrisponde a un’impronta dell’archivio, senza specificarla”, attesta il Senato.

[3] Radio Frequency IDentification: una tecnologia che permette di memorizzare e di recuperare dati a distanza, senza contatto, utilizzando delle “radio-etichette” incollate o incorporate negli oggetti o nei prodotti.

[4] Scritto da un comitato di controllo presieduto dal Prefetto della polizia di Parigi, Michel Gaudin, e dal presidente dell’Osservatorio Nazionale della Delinquenza e delle Risposte Penali (ONDRP), Alain Bauer.

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Re:MicroChip RFID - Come renderci ancora piu Schiavi - NWO
Risposta #3 il: Novembre 07, 2012, 03:02:51 pm
Uragano Sandy utilizzato per promuovere l'impianto dei chip

In un comunicato pubblico emanato il 18 ottobre 2012 veniva annunciato che la Radiant RFID con sede ad Austin, Texas, avrebbe fornito all'Ufficio del New Jersey i dispositivi di identificazione (OHSP) con la tecnologia RFID. Tutto ciò pochi giorni prima che l'Uragano Sandy si abbattesse sulla costa degli Stati Uniti, devastando anche il New Jersey, fra gli altri.


Il contratto con la Delray Brach - VeryChip Corporation, prevede l'utilizzo del VeriTrace, che fu creato in seguito all'uragano Katrina, per l'identificazione, il rilevamento ed il conteggio delle vittime dell'uragano stesso, è stato progettato per assistere le agenzie statali e federali nella gestione delle catastrofi e delle emergenze.
Secondo quanto riportato dal Pakalertpress, l'uragano Sandy cominciò a formarsi, ed a minacciare la costa, solo il 22 ottobre, ossia ben quattro giorni dopo la pubblicazione del comunicato. E' davvero interessante notare come il New Jersey abbia potuto prevedere con così largo anticipo la necessità dei microchip quando l'ultimo uragano abbattutosi con tale violenza sulla East Coast risalga al 1938, settant'anni prima di Sandy.
Da notare anche che, nonostante il New Jersey non abbia emanato l'ordine di evacuazione per tempo, non conoscendo e non riuscendo a stabilire il percorso dell'uragano, sotto la sicurezza nazionale, la Fema sia stata in grado di fornire scorte a sufficienza di acqua per le vittime di Sandy. Molte delle città nel lungomare del New Jersey sono sotto legge marziale ora, a seguito dei danni, la filiale ABC di Philadelphia, ha riferito tale circostanza, qui il video, mostrando i vari danni alle case alcune delle quali fortemente danneggiate. Sono molte le località che hanno dichiarato la legge marziale, la legge marziale non è semplicemente una dichiarazione di emergenza, è la temporanea sospensione dei diritti civili e l'assunzione di tutte le forme di autorità da parte dei militari.

Ora grazie a questa decisione a molti cittadini potrà essere  imposto il chip, a riportarci il comunicato pubblico è il San Francisco Chronicle dove si legge: "[Omissis]….Utilizzando la più recente tecnologia RFID passivo, si avrà una soluzione per aiutare le squadre di gestione delle emergenze duranti grandi evacuazioni di persone, animali e beni, tenendo facilmente traccia degli spostamenti. [Omissis]… Insieme con gli 8.800.000 residenti del New Jersey, la soluzione radiante RFID copre lo Stato del Texas, Stato della Carolina del Sud e le città di Boston ( circa il 18% della popolazione degli Stati Uniti)." Qui per la versione originale.
A proposito di Radiant RFID sul sito stesso si legge che: "Il Radiant fornisce soluzioni tecnologiche a clienti che includono aziende, istituti scolastici ed agenzie governative". E' sempre più forte la campagna mediatica per l'impianto sotto pelle di questi famigerati microchip che col passar del tempo diventeranno sempre più "indispensabili" per lo svolgimento anche delle più elementari attività umane.


Gli studenti americani che rifiutano il microchip (RFID) vengono puniti!



Il controllo sociale voluto dal Nuovo Ordine Mondiale continua ad avanzare, in particolare in America, dove in alcuni istituti scolastici, coloro che si rifiutano di sottomettersi al biochip, sono vittime di recriminazioni e rappresaglie.

E' ciò che sta accadendo agli studenti della John Jay High School e della Anson Jones Middle School a San Antonio, i genitori dei quali si sono rifiutati di far monitorare i loro figli dai funzionari scolastici.

Secondo i nuovi regolamenti entrati in vigore lo scorso 1 ottobre, ogni studente è obbligato a tenere sempre con sè una speciale "carta d'identità" (Tracker ID) equipaggiata con un chip a radio frequenza (RFID), consentendo ai sorveglianti scolastici di sapere in ogni momento la posizione di ogni singolo alunno.

La motivazione data dagli educatori a tale provvedimento è da individuarsi nella volontà di arginare il fenomeno dell'assenteismo dilagante (una volta bastava fare l'appello! N.d.r.). Se la sperimentazione darà i risultati sperati, il sistema di controllo sarà installato in tutte le 112 scuole del distretto scolastico, che conta quasi 100 mila studenti.

Intanto, però, si registrano strani casi di vessazione e di abuso. Da quanto si apprende da alcune testimonianze, pare che i ragazzi che non indossano i Tracker ID, che dovrebbero essere portati in tasca o al collo, siano presi di mira dagli insegnanti, impedendogli di utilizzare alcune strutture della scuola, come le aree comuni quali le librerie e le caffetterie.

Andrea Hernandez, studente al secondo anno alla John Jay, in un'intervista rilasciata di recente ha dichiarato che gli educatori non hanno preso in nessuna considerazione le sue proteste circa le evidenti violazioni della privacy. Per rappresaglia, le è stato impedito di partecipare alle elezioni degli studenti, in violazioni delle più banali norme democratiche garantite dalla costituzione americana. "Uno dei miei insegnanti mi ha detto che non mi sarà permesso di votare se non utilizzo il nuovo Tracker ID che mi è stato imposto".

Essendosi rifiutata di indossare l'RFID ID-Chip, il sovraintendente scolastico Ray Galindo ha spedito una comunicazione ai genitori di Andrea: "Con la presente, esortiamo vostra figlia ad indossare il Tracker-ID come chiediamo di fare a tutti gli altri studenti e adulti nel Campus Jay. Se vostra figlia si rifiuterà ancora di indossare l'RFID ID-Chip, le ripercussioni saranno più rigide della semplice revoca circa i suoi diritti di voto.

Vi esorto ad accettare questa soluzione in modo che il percorso didattico di vostra figlia non ne risenta". Steve Hernandez, padre di Andrea, ha dichiarato che la sua famiglia non smetterà di criticare pubblicamente un programma che ritiene sbagliato. "Non siamo disponibili a rinunciare ai nostri diritti costituzionali", ha detto Steve.

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