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Autore Topic: O.G.M. - Organismi Geneticamente Modificati  (Letto 4565 volte)

O.G.M. - Organismi Geneticamente Modificati
il: Novembre 13, 2011, 06:04:55 pm
Cosa sono gli O.G.M


Gli OGM - Organismi Geneticamente Manipolati - sono organismi artificiali, spesso brevettati e dunque di proprietà privata di una azienda. Sono ottenuti inserendo nel patrimonio genetico dell'organismo "ospite" pezzi di DNA di organismi diversi che in natura non potrebbero in alcun modo scambiarsi il materiale ereditario.

I sistemi agrari complessi e diversificati sono così oggi a rischio: la dispersione nell'aria del polline, il trasferimento dei transgeni dalle colture geneticamente modificate alle erbe spontanee, la dormienza dei semi che li può portare a germinare a distanza di qualche stagione o l'alterazione dei microrganismi del suolo possono rappresentare un pericoloso mezzo di dispersione degli OGM e di inquinamento genetico. Problemi che investono tanto le coltivazioni commerciali quanto le prove sperimentali.
Sul sito di greenpeace inoltre è possibile firmare una petizione per dire no agli O.G.M

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Nel Dettaglio:

I cosiddetti cibi transgenici (trans in latino significa oltre, al di là, quindi “al di là dei geni”) sono prodotti alimentari ottenuti da Organismi Geneticamente Modificati (OGM) grazie alle tecniche raffinate e potenti messe a punto dalla biologia moderna. Prima di entrare nel merito di quanto ha permesso e di quanto promette per il futuro la rivoluzione biotecnologica in atto, vediamo di capire bene cosa siano i geni e come sia possibile modificarli.

    Ogni cellula, animale o vegetale che sia, contiene all’interno del nucleo che la caratterizza, speciali molecole dette acidi nucleici. Questi non sono altro che il DNA, le lunghe molecole filamentose con la tipica disposizione a doppia elica, ripiegate varie volte su sé stesse in maniera molto compatta e contenute in un certo numero di corpiccioli detti cromosomi (da due parole greche: chroma che significa colore e soma che significa corpo, con riferimento alla proprietà di questi corpuscoli di colorarsi quando vengono trattati con particolari sostanze che li rendono visibili al microscopio). Ogni specie vivente è caratterizzata da un ben determinato numero di cromosomi: l’uomo, ad esempio, ne ha 46, il grano 42, il cane 78 e così via. Anche l’RNA è un acido nucleico presente nella cellula, ma ha una forma e una funzione diversa da quella del DNA.

    Ciascun cromosoma, a sua volta, è formato da centinaia di unità minori ognuna delle quali controlla una ben determinata caratteristica dell’individuo. Queste piccole unità che compongono i cromosomi sono dette “geni” (da un termine greco che significa “generatore di”) e da essi deriva il nome di quel ramo della biologia che studia la trasmissione dei caratteri ereditari, la genetica. L’informazione scritta sul gene viene tradotta, attraverso un processo biochimico di cui si conoscono anche i dettagli, in proteine, cioè in molecole che sono al tempo stesso gli arredi e gli operatori di quel complesso “laboratorio chimico” che è la cellula. Alcune hanno infatti la funzione di struttura portante e sono le cosiddette proteine strutturali, mentre altre servono a fabbricare o trasformare migliaia di molecole più piccole, a procurare energia alla cellula, a costruire DNA e RNA e altre proteine, e sono gli enzimi.

    Il codice genetico è universale nel senso che non esistono strutture genetiche specifiche per ogni animale o pianta. L’uomo, ad esempio, è un uomo non perché fatto di geni umani ma perché il numero e la disposizione dei suoi geni lungo i cromosomi ne determina il differenziamento in un organismo dalle caratteristiche umane; altri hanno un numero e una disposizione degli stessi geni diversa e sono organismi diversi. Proprio grazie a questa universalità dei geni è possibile trasferire un gene da un organismo ad un altro e indurlo ad agire all’interno della nuova dimora. L’insulina umana per uso medico, ad esempio, oggi è prodotta da batteri nei quali è stato introdotto lo specifico gene estratto dalle cellule dell’uomo.


Altre Info:
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Perchè dire no agli OGM?

semplice adesso vi elenco dei motivi per il quale boicottare questi ogm:

1.    Perché si brevettano i processi di modifica, creando una dipendenza economica verso le multinazionali che li detengono, e non si contribuisce di sicuro a liberare dalla fame i poveri nel mondo.
    I semi modificati geneticamente, vengono brevettati, in alcuni casi resi sterili, quindi non si possono utilizzare per una moltiplicazione in azienda, obbligando i contadini a riacquistarli ogni anno.

2.    Perchè le modifiche introdotte nel genoma di una pianta possono, per impollinazione incrociata, trasferirsi ad altre piante.
    Inoltre le modifiche introdotte per creare resistenze a determinati parassiti (ad es. la piralide del mais) generano una selezione fra i parassiti rendendo la specie ancora più virulenta e difficile da controllare.
    La resistenza agli erbicidi, una delle modifiche più importanti, può essere trasferita a tutte le piante della natura, comprese quelle cosiddette infestanti, che diventerebbero a loro volta resistenti agli erbicidi.
    E' pretestuosa quindi l'affermazione che le nuove sementi potrebbero risolvere il problema dei parassiti eliminando l'uso degli antiparassitari di sintesi. Ad essi si dovrà alla fine far comunque ricorso ed in dosi massicce
   
3.   Perché la modifica dei patrimoni genetici naturali è pericolosa. Può creare danni irreversibili all'uomo.
    Ci sono grandissimi dubbi da parte di un numero crescente di scienziati di buonsenso, circa gli effetti che i prodotti ottenuti da piante geneticamente modificate possano direttamente, o indirettamente attraverso la catena alimentare, influire sul metabolismo dell'uomo. Primo fra tutti il procedimento introdotto per rendere sterile la pianta: come impedire che non si trasmetta su animali e persone ?
   
4.    Perchè è moralmente, eticamente inaccettabile che l'uomo tenti di modificare ciò che la natura ha creato in millenni, solo a scopo di profitto economico, neanche a vantaggio della collettività
    Le multinazionali dell'Agribusiness promotrici di questa nuova "rivoluzione" sono interessate ai propri profitti e non, come dicono nella loro pubblicità a "salvare l'umanità dalla fame". Infatti a soffrire la fame sono proprio i contadini poveri ed i braccianti che non hanno accesso alla terra ed agli altri fattori produttivi acqua, sementi che sono sempre più nelle mani di grandi organizzazioni produttive e finanziarie, che dominano anche i mercati mondiali. La brevettazione delle sementi esaspererebbe ancora più questa concentrazione di potere e quindi la fame dei poveri.
   
5.   Perché si rischia di danneggiare la biodiversità, cardine dell'equilibrio naturale di ogni specie vivente.
    La temuta affermazione di sementi brevettate che generano piante e frutti di un certo tipo, imposte ai consumatori con la pubblicità consumistica e dalle grandi catene di distribuzione, porterà inevitabilmente alla perdita della maggioranza di specie e varietà naturali, selezionate nel tempo, e ognuna adatta ad un determinato territorio, clima, risorse idriche ecc.
« Ultima modifica: Novembre 13, 2011, 06:08:36 pm da Eraser_LH »

Re:O.G.M. - Organismi Geneticamente Modificati
Risposta #1 il: Novembre 13, 2011, 06:11:37 pm
FOOD, Inc di Robert Kenner
Quanto sappiamo realmente del cibo che arriva sulla nostra tavola?


Sito Ufficiale:  foodincmovie.com

FOOD, Inc di Robert Kenner, di cui ora è disponibile anche il DVD in italiano, è stato definito il documentario d'inchiesta più sconvolgente dello scorso anno, e c'è anche chi lo ha dichiarato più efficace dei film di denuncia di Michael Moore.

In 90 minuti vengono svelati i perversi meccanismi che regolano l'industria alimentare in America e che vengono tenuti deliberatamente nascosti, con il consenso delle istituzioni, dei governi e degli organismi di controllo. Una denuncia feroce e impressionante di un sistema votato esclusivamente al profitto, che ignora i rischi per la salute pubblica e che fa della produttività il suo unico credo.

Per la prima volta il regista americano è riuscito a documentare questa politica perversa e a raccogliere prove significative e testimonianze di persone che operano nel sistema produttivo alimentare. Una denuncia feroce e impressionante di un sistema votato esclusivamente al profitto, che ignora i rischi per la salute pubblica e che fa della produttività il suo unico credo.

Dall'accurata indagine emerge che poche multinazionali hanno in mano l'intero sistema con gli unici obiettivi di abbattere i costi, aumentare i profitti e accelerare la produzione: il tutto in barba alla salute della gente, alla sicurezza dei lavoratori, al rispetto per l'ambiente e alla qualità di vita degli animali.


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Re:O.G.M. - Organismi Geneticamente Modificati
Risposta #2 il: Gennaio 03, 2012, 04:22:17 pm
OGM: nuove autorizzazioni in Europa. Negli USA via libera al nuovo mais Monsanto nonostante i test




La Commissione Europea ha dato la propria autorizzazione, giovedì 22 dicembre, all’importazione in Europa ed alla trasformazione di tre varietà di mais Ogm, destinate sia all’alimentazione umana cha animale, e del cotone Gm. Il via libera è stato accordato nonostante gli stati membri dell’Unione Europea abbiano espresso la propria contrarietà e senza tenere conto del parere sfavorevole espresso da numerosi cittadini comunitari, come testimoniato da rilevazioni ufficiali effettuate tramite i sondaggi d’opinione da parte di Non sei abilitato a vedere i link. Registrati o effettua il Login.


Lo scorso 13 dicembre la Commissione Europea aveva affrontato il tema degli Ogm in merito all’introduzione in Europa di due varietà di soia transgenica. In assenza di una maggioranza di pareri favorevoli o contrari ad essa, la questione rimarrà in una fase di stallo, finché i rappresentanti europei non troveranno un accordo unanime che avvalli o vieti l’importazione della due varietà di soia geneticamente modificata nell’Unione Europea.

Nonostante le resistenze da parte dei Paesi europei all’introduzione di Ogm, già presentatesi nel corso della settimana precedente in merito alla soia, la Commissione Europea ha deciso di concedere il proprio avvallo all’immissione sul mercato di quattro nuovi prodotti, senza tenere conto della volontà e degli interessi dei cittadini comunitari, ma facendo il gioco delle multinazionali interessate ad una diffusione sempre più massiccia degli Ogm in territorio europeo.

La notizia è sostanzialmente passata sotto silenzio nel nostro Paese, fatto salvo per un comunicato stampa trasmesso da AIAB, l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, nel quale il presidente Alessandro Triantafyllidis ha espresso le proprie prime considerazioni in proposito:

“La mancata approvazione delle varietà Gm di soia da parte degli Stati membri riuniti nel Comitato Permanente per la Catena Alimentare e la Salute Animale, la scorsa settimana, aveva già dimostrato la situazione di impasse politica e diffusa contrarietà dei governi nazionali al transgenico, spinti dall’opinione pubblica interna. Oggi, nonostante quell'ennesimo segnale di indisponibilità ad approvare nuovi Ogm da parte dei rappresentanti dei Paesi membri, la Commissione Europea continua a ignorare l'ostilità che si respira intorno agli Ogm, dimostrandosi sensibile agli interessi delle corporation, anziché a quelli dei cittadini".


La speranza, già espressa precedentemente, dal presidente di AIAB è che l’Europa possa trovare una strada alternativa all’introduzione massiccia di organismi geneticamente modificati, tramite l’adozione di tecniche agricole sostenibili, che possano favorire la produzione autoctona e di foraggio e di altri prodotti agricoli destinati all’alimentazione umana ed animale.

La situazione negli USA non è di certo migliore. Nonostante nell’ultimo periodo Monsanto abbia faticato a celare i propri punti deboli, è di pochissimi giorni fa la notizia dell’approvazione da parte del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti di una varietà di mais Ogm resistente alla siccità (MON 87460). Ciò sarebbe avvenuto nonostante il fatto che la varietà di mais in questione non abbia garantito i risultati promessi in termini di resa e di resistenza nel corso dei test effettuati nei mesi scorsi in territorio statunitense, nel corso dei quali non si è mostrata superiore a varietà locali già esistenti, come riportato dal New York Times.

A destare le maggiori preoccupazioni riguardo alla corsa mondiale agli Ogm, sono i danni per la salute di umani ed animali che il ricorso ad alimenti geneticamente modificati potrebbe provocare. Uno studio pubblicato dall’International Journal of Biological Science ha posto in rilievo i danni causati nell’organismo dei ratti dalla somministrazione di tre varietà di mais Ogm già presenti sul mercato mondiale (NK 603, MON 810, MON 863), con particolare riferimento a fegato e reni, costretti a dover occuparsi di filtrare sostanze che finora non erano mai state presenti nell’alimentazione di alcun essere vivente, essendo costituite da molecole specificamente studiate perché le coltivazioni possano difendersi, ad esempio, dagli attacchi degli insetti, emanando da sé le apposite sostanze insetticide.

Riguardo alla varietà di mais Ogm resistente alla siccità, Monsanto dichiara come essa non possa essere dannosa né per gli umani né per gli animali, ma secondo quanto riportato da Natural News, non sarebbe stato effettuato alcun test per verificarne la reale innocuità. Alla luce di simili incertezze, si rivela fortemente necessaria una radicale riconsiderazione da parte della Commissione Europea riguardo all’opportunità di proseguire con l‘introduzione nell’UE di varietà Ogm potenzialmente pericolose per la salute di ognuno, al fine di favorire un progresso discutibile ed il lucro di pochi.

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Re:O.G.M. - Organismi Geneticamente Modificati
Risposta #3 il: Gennaio 04, 2012, 06:34:48 pm
L’Ungheria distrugge le coltivazioni Ogm





(ASI) Nelle settimane scorse un paio di notizie provenienti dall’Ungheria hanno fatto tremare i polsi alle multinazionali degli Ogm. La prima annuncia l’inizio dei serrati controlli da parte delle autorità in seguito all’approvazione di una normativa stringente che impone alle aziende esportatrici di certificare i propri prodotti come “Ogm-free”. Ovvero, che impone di esportare sul suolo ungherese solo prodotti non transgenici.

La seconda, figlia del medesimo proposito di salvaguardia dell’agricoltura sana, attiene ai circa 1.000 ettari di mais contaminati, commercializzati illegalmente da Monsanto e Pioneer, aziende multinazionali leader nel settore, distrutti per volontà del governo nelle fertili regioni al centro e a sud-ovest del paese magiaro.

Soltanto negli ultimi giorni il Ministero dell’agricoltura ungherese ha confermato queste due notizie filtrate dai media recentemente, destando clamore per la portata rivoluzionaria rispetto ad una prassi per cui gli Stati usano inchinarsi agli interessi delle aziende multinazionali. Purtroppo il danno causato da Monsanto e Pioneer è stato scovato troppo tardi, così che l’intervento risolutore – accompagnato da un’aratura del grano di modo da scongiurare la contaminazione nei confronti di altre colture confinanti – ha generato una controindicazione. Infatti, con la stagione di crescita già in atto, è troppo tardi per seminare di nuovo; ciò equivale ad una perdita totale del raccolto di quest’anno, con annessi contraccolpi economici su scala nazionale. Dunque, si tratta di misure drastiche e non senza ripercussioni, ma assolutamente necessarie, dato che eviteranno il protrarsi di questioni che, a lungo andare, rischiano seriamente di minare l’esistenza delle piccole imprese agricole locali e la salute dei consumatori. Del resto Endre Kardeván, responsabile della catena di sicurezza alimentare presso il Ministero dell’Agricoltura, ha assicurato che lo Stato si farà carico di ricompensare gli agricoltori per le loro perdite.

Ovviamente, la guerra dichiarata dall’Ungheria agli Ogm non ha lasciato indifferenti le aziende produttrici, le quali hanno reagito piccate a questo ennesimo atto di forza sovrano da parte del governo del giovane Viktor Orbán. La Monsanto ha contestato la scelta ungherese di distruggere le coltivazioni e, prima che ciò avvenisse, ha fatto appello alla Corte Municipale di Budapest affinché la risoluzione venisse sospesa. Ma l’appello è stato rifiutato e le coltivazioni contaminate sono potute essere distrutte. La stessa multinazionale ha poi affermato, attraverso una nota, che i semi che esporta in Ungheria – conformemente alla legislazione ungherese che ne vieta la circolazione – non sono Ogm. Tuttavia, il segretario di Stato ungherese Lajos Bognár non è di questo avviso ed ha smentito, dati alla mano, la Monsanto: egli afferma che le misure sono state adottate sulla base di un campione risultato positivo agli Ogm dopo un’analisi dell’Ufficio dell’agricoltura ungherese.

Già dal 1998, due anni dopo l’apparizione delle prime coltivazioni Ogm negli Stati Uniti, approfonditi studi evidenziarono l’impatto dannoso delle stesse sull’ambiente e sulla salute dei consumatori. Tuttavia, grazie al supporto mediatico di cui le potenti multinazionali produttrici di Ogm possono godere, è alquanto diffusa una mitologia secondo la quale l’utilizzo di semi transgenici sia una sorta di rimedio miracoloso ai problemi più incalzanti dell’agricoltura: l’adattamento delle colture, i cambiamenti climatici e la fame nel mondo. Tutto falso, prontamente smentito da fatti che parlano d’altro, ossia di produzioni industriali appannaggio di multinazionali e nocive dal punto di vista sanitario. La recente decisione del governo ungherese – protesa alla salvaguardia della salute del popolo – dimostra come l’ambizione alla sovranità da parte di uno Stato racchiuda la forza di tacere le ingannevoli odi intonate dai cantori della mitologia multinazionale.

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Re:O.G.M. - Organismi Geneticamente Modificati
Risposta #4 il: Settembre 21, 2012, 01:57:32 pm
Ieri l’Unione Europea ha imposto all’Italia di permettere la coltivazione del mais Ogm


L’Unione Europea impone all’Italia di permettere la coltivazione di Ogm. E’ il succo di una sentenza pronunciata ieri dalla Corte di Giustizia dell’Ue: alla faccia dell’autodeterminazione, alla faccia della promessa mai attuata di concedere agli Stati il potere decidere da sè sugli Ogm e alla faccia, soprattutto, del fatto che il 61% degli europei è contrario agli Ogm (rilevazione Eurobarometro del 2010, la più recente).

Eppure, niente da fare: il meccanismo con il quale l’Unione Europea approva la coltivazione di un Ogm è un’inarrestabile, pervasiva reazione a catena innescata dal parere favorevole emanato dall’Efsa, l’autorità per la sicurezza alimentare, anche se sulle procedure di questo parere ci sarebbe molto da ridire. E’ come un carro armato che passa su tutto e su tutti.

La sentenza di ieri (il link è in fondo) riguarda il contestatissimo mais Mon 810, ma ovviamente stabilisce un principio facilmente estendibile ad ogni varietà Ogm approvata dall’Unione Euopea.

Riassunto della giungla di dispositivi sui quali si innesta la sentenza. Da un lato ci sono questi implacabili meccanismi europei. Dall’altro c’è la riottosità dell’Italia ad applicarli. Una riottosità tradottasi essenzialmente in anni e anni di temporeggiamento.

In Italia le Regioni (competenti in materia di agricoltura) non hanno mai messo nero su bianco le norme per la “coesistenza” imposta dall’Ue fra agricoltura biologica, convenzionale e Ogm: si tratterebbe in sostanza di disporre fasce di rispetto e simili per evitare che colture di altro tipo vengano contaminate dalla presenza di Ogm.

Dato che mancano le norme per la “coesistenza”, nell’ormai lontano 2008 il ministero dell’Agricoltura aveva comunicato alla Pioneer Hi-Bred Italia (che si occupa di commercializzazione di sementi) di non poter dar seguito alla sua richiesta di autorizzare la vendita di semente di mais Ogm Mon 810.

La Pioneer ha risposto rivolgendosi appunto alla giustizia europea. E ieri è arrivata la sentenza.

Dice in sostanza: il mais Mon 810 è approvato dall’Unione Europea e quindi deve poter essere commercializzato liberamente nell’Ue. Le norme per la “coesistenza” fra colture Ogm e convenzionali non sono obbligatorie in tutta l’Ue ma dipendono dalla volontà dei singoli Stati, quindi se l’Italia non le possiede non importa.

La sentenza afferma ancora che uno Stato può essere autorizzato a vietare una coltura Ogm approvata dall’Ue solo se invoca la cosiddetta “clausola di salvaguardia”, ossia se dimostra che essa è dannosa per l’ambiente, per la salute umana o per altre colture (ovvero – traduco io – se si fa carico di studi in grado di smentire il parere favorevole iniziale dell’Efsa); in caso di pericolo imminente, uno Stato può vietare la coltivazione per tre soli mesi, in attesa della decisione in proposito dell’Ue.

Praticamente il carro armato europeo è passato sui campi italiani. Non so se, e come, possa venire fermato.

La sentenza di ieri della Corte Europea per la causa sul mais Ogm in Italia (tecnicamente: causa C‑36/11, procedimento Pioneer Hi Bred Italia Srl contro Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali)

Un vecchio articolo de Il Cambiamento l’Eurbarometro svela cosa pensano gli europei degli Ogm

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OGM & NORMATIVA
Ue, vietato vietare il mais OGM

Secondo la Corte di giustizia europea l’Italia non può bloccare la messa in semina delle colture transgeniche già approvate a livello comunitario
di Nicoletta De Cillis



07 settembre 2012 - La coltivazione delle varietà geneticamente modificate approvate a livello comunitario non può essere vietata dall’Italia in attesa della adozione, da parte delle regioni, delle norme di coesistenza tra piante convenzionali, biologiche e transgeniche.
Lo ha stabilito la Quarta sezione della Corte di Giustizia Europea chiamata ad esprimersi in seguito al ricorso presentato dalla multinazionale Pioneer Hi Bred contro il Ministero delle politiche agricole che, nel maggio del 2008, aveva rifiutato la richiesta di messa in coltura degli ibridi di mais geneticamente modificati MON 810 già iscritti nel Catalogo comune delle varietà vegetali.
L’azienda sementiera contestava sia la necessità di un’autorizzazione nazionale per la coltivazione di prodotti, come le varietà di mais MON810, già iscritti nel catalogo comune, sia l’interpretazione dell’articolo 26 bis della direttiva 2001/18 secondo la quale la coltivazione di OGM in Italia non potrebbe essere consentita fino all’adozione delle norme regionali per la coesistenza fra le diverse colture. Il Consiglio di Stato ha deciso quindi di sottoporre la questione pregiudiziale posta nella causa C-36/11 alla Corte di Giustizia Ue. Con la recente sentenza i giudici ribadiscono che l'articolo 26 bis della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 marzo 2001, sull'emissione deliberata nell'ambiente di Ogm, modificata dalla direttiva 2008/27/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2008, “non consente a uno Stato membro di opporsi in via generale alla messa in coltura sul suo territorio di tali organismi geneticamente modificati nelle more dell'adozione di misure di coesistenza dirette a evitare la presenza accidentale di organismi geneticamente modificati in altre colture”. Si ribadisce altresì che la libera circolazione delle varietà di mais transgenico MON810 approvate a livello comunitario, e ritenute sicure per la salute e l’ambiente, non può essere limitata se non in base a quanto previsto dal regolamento e dalla direttiva Ue. Quindi, al fine di bandire le coltivazioni di Ogm a livello nazionale, agli stati non resta che appellarsi alla clausola di salvaguardia.

Per saperne di più:
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Re:O.G.M. - Organismi Geneticamente Modificati
Risposta #5 il: Settembre 21, 2012, 02:06:15 pm
Studio-bomba in Francia. Topi nutriti con Ogm muoiono presto e sono pieni di tumori




Il mais Ogm fa molto male ai topi. Li fa ammalare di tumore con una frequenza spaventosa, li fa morire prima. Se fosse un farmaco dovrebbe essere ritirato dal commercio. E’ invece un cibo molto diffuso, e addirittura di recente una sentenza della Corte europea ha imposto all’Italia di permetterne la coltivazione.

Il Nouvel Observateur francese ha rilanciato per primo, ieri, lo studio condotto da ricercatori francesi su topi da laboratorio (poveretti!) nutriti per due anni con almeno l’11% di mais Ogm NK603, prodotto da Monsanto, il cui uso è autorizzato dall’Unione Europea per l’alimentazione umana.

Lo studio completo è uscito sempre ieri è stato accettato per la pubblicazione ma non è ancora disponibile online sulla prestigiosa rivista scientifica americana “Food and Chemical Toxicology”. I link sono in fondo e ho anche trovato quello al testo completo, ripubblicato per intero su un sito americano.

Il Nouvel Observateur definisce i risultati di questa ricerca “una bomba“. Pare che il Governo francese li stia prendendo molto, molto sul serio.

Gli studi con cui gli Ogm vengono autorizzati alla coltivazione e all’uso sono condotti dalle multinazionali proprietarie dei brevetti e, in Europa, solo rivisti dall’Efsa, l’autorità per la sicurezza alimentare. Inoltre perlopiù discendono dalle autopsie effettuate su topi nutriti con Ogm solo per poche settimane.

I ricercatori francesi invece hanno effettuato uno studio sui topi durato due anni: un periodo di tempo che equivale, grossomodo, alla vita media dei topi.

Se è vero che noi europei tendiamo ad evitare i cibi Ogm (se ne contengono più dello 0,9% questo va indicato sull’etichetta), è altrettanto vero che i mangimi per il bestiame sono perlopiù a base di Ogm. Si nutrono (anche) di mais NK603 gli animali da cui ricaviamo carne, latte, uova.

Ho scritto pochi giorni fa dei Non sei abilitato a vedere i link. Registrati o effettua il Login, quello oggetto della sentenza europea contro l’Italia.

Il mais NK603 è invece ingegnerizzato per resistere al diserbante Roundup, in Europa meglio conosciuto come Glifosate.

Il Nouvel Observateur tratteggia una ricerca rocambolesca ed effettuata con mille precauzioni di segretezza, per evitare ostacoli e interferenze da parte delle multinazionali biotech.

Dà l’idea del clima – almeno dal punto di vista soggettivo – in cui gli scienziati hanno lavorato. Ma a parte questo, interessano i risultati. Eccoli.

Vari gruppi di topi sono stati nutriti per due anni con almeno l’11% di mais NK603, coltivato con o senza l’ausilio del diserbante Roundup cui esso resiste, o hanno bevuto acqua che conteneva piccolissime quantità di Roundup, a partire da 0,1 parti per miliardo: ovvero 0,1 milligrammi per tonnellata.

In tutti i gruppi le femmine sono morte 2-3 volte in più rispetto al gruppo di controllo (ossia quello allevato in condizioni del tutto analoghe ma senza Ogm o Roundup), e più rapidamente. Risultati analoghi in tre gruppi di maschi.

Le femmine hanno sviluppatosi sono ammalate soprattutto per grossi tumori alle mammelle, sviluppatisi prima e più spesso rispetto ai gruppi di controllo; in secondo luogo è stata colpita la ghiandola pituitaria; l’equilibrio ormonale è risultato disturbato.

I maschi hanno avuto malattie al fegato e ai reni: rispettivamente 2,5-5,5 e 1,3-2,3 volte in più rispetto al gruppo di controllo. Inoltre hanno sviluppato tumori quattro volte rispetto al gruppo di controllo, e con un anticipo anche di 600 giorni. Che non è affatto poco, visto che la vita media di un topo è di circa 700 giorni…

Inoltre il 76% di tutti i topi – maschi e femmine – ha mostrato croniche deficienze del funzionamento renale.

Secondo i ricercatori, questi dati possono essere spiegati sia con gli effetti del Roundup sul sistema endocrino sia con le conseguenze della manipolazione genetica cui è stato sottoposto il mais.

Su Non sei abilitato a vedere i link. Registrati o effettua il Login valutazione della sicurezza degli alimenti derivati da colture Ogm e Non sei abilitato a vedere i link. Registrati o effettua il Login pubblicato da Sustainable Food Trust

Sul Nouvel Observateur sì, Non sei abilitato a vedere i link. Registrati o effettua il Login e Non sei abilitato a vedere i link. Registrati o effettua il Login

Su Fondazione diritti genetici la Non sei abilitato a vedere i link. Registrati o effettua il Login e le Non sei abilitato a vedere i link. Registrati o effettua il Login

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« Ultima modifica: Settembre 21, 2012, 02:07:51 pm da Eraser_LH »

Re:O.G.M. - Organismi Geneticamente Modificati
Risposta #6 il: Ottobre 06, 2012, 04:09:34 pm
In Italia arriva il mais OGM e al Nord semineranno il MON810 nel 2013



Mentre l’EFSA boccia lo studio del prof. Séralini sulla tossicità degli OGM, in Italia dopo la sentenza della Corte di giustizia europea dello scorso 7 settembre che ha in sostanza avallato il principio di vietato vietare, sono giunti 52mila sacchi di semi OGM di mais MON810 in magazzini di Lombardia, Veneto, Emilia e Friuli.

Ne dà notizia Non sei abilitato a vedere i link. Registrati o effettua il Login pro OGM il cui leader Giorgio Fidenato nel 2010 per protesta seminò a Pordenone un campo con mais OGM venendo condannato poi a una multa di 25mila euro.


Citazione da: Scrive Fidenato sul suo sito:
Abbiamo deciso in proprio, come Movimento, di attivarci come importatori di quelle sementi legalissime (che da anni vengono piantate in diversi paesi d’Europa e il cui commercio è sempre stato possibile) e abbiamo acquistato 52.000 sacchi da 50.000 semi cadauno, per un totale di 2.600.000.000 semi OGM, che consegneremo la primavera prossima a tutti coloro che ci han fatto richiesta, che per ovvii motivi rimarranno anonimi. Finalmente, a partire dal 2013, anche i liberi imprenditori agricoli di questo paese potranno seminare ciò che ritengono opportuno nei loro campi. La libertà, alla fine, vince sempre.


L’idea è quella di distribuire i semi, appunto, a quanti liberamente li vorranno coltivare. A meno che non intervenga una moratoria pro tempore, ma questa dovrebbe partire dal Ministero dell’Agricoltura. Resta da ribadire che la stessa Corte di Giustizia ha imposto il principio per cui i cittadini devono conoscere in Non sei abilitato a vedere i link. Registrati o effettua il Login.

Non sei abilitato a vedere i link. Registrati o effettua il Login a cui sarebbe stata sottoposta l’Europa se si fosse rifiutata di accettare gli OGM.

Ma perché Il Movimento Libertario è così interessato a coltivare Mais OGM? Perché si basano sul fatto che gli viene assicurato l’accrescimento delle rese e sopratutto avere una pianta resistente alla piralide. E oggi più che mai con gli strascichi lasciati sul mais dalla recentissima siccità sentono il bisogno di certezze nella raccolta e nell’investimento per l’acquisto delle sementi.